Informativa sui cookies
     

    1. Definizione di “cookie” e tecnologie similari
    I cookie sono piccoli file di testo che i siti visitati inviano ad un dispositivo (pc, smartphone, tablet, consolle, ecc.) che permettono di operare sul sito e di raccogliere informazioni riguardanti l’attività online dell’utente. Nel corso della navigazione su un sito, l’utente può ricevere sul suo terminale anche cookie che vengono inviati da siti, web service e provider diversi (c.d. “terze parti”), sui quali possono risiedere alcuni elementi (quali, ad esempio, immagini, mappe, suoni, specifici link a pagine di altri domini) presenti sul sito che lo stesso sta visitando. Esistono diversi tipi di cookie, tuttavia lo scopo principale per cui si ricorre all’utilizzo di tale tecnologia è per rendere maggiormente efficace il sito, abilitarne determinate funzionalità e rendere più agevole la navigazione per l’utente.Il Titolare del trattamento dei dati personali, in ossequio alla vigente disciplina in materia di protezione dei dati personali ed, in particolare, al Provvedimento del Garante “Individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie” emanato l’8 maggio 2014 (pubblicato in G.U. n. 126 del 3 giugno 2014), informa sull’uso di cookie utilizzati da questo Sito internet.

    2. Finalità del trattamento e scopi dei cookie tecnici di sessione.
    I cookie di questo tipo sono necessari per il corretto funzionamento di alcune aree del sito e comprendono sia cookie persistenti che cookie di sessione. In assenza di tali cookie, il sito o alcune porzioni di esso potrebbero non funzionare correttamente. Pertanto, vengono sempre utilizzati, indipendentemente dalle preferenze manifestate dall’utente, per finalità inerenti l’esecuzione di autenticazioni informatiche, il monitoraggio di sessioni, la memorizzazione di informazioni tecniche specifiche riguardanti gli utenti che accedono a questo Sito. Per l’installazione di tali cookie non è richiesto il preventivo consenso degli utenti, mentre resta fermo l’obbligo, per il Titolare del trattamento, di fornire l’informativa ai sensi dell’art. 13 del Codice privacy, poiché questi sono strettamente necessari per la fornitura del servizio.

    3. Finalità del trattamento e scopi dei cookie per analisi di marketing.
    Oltre ai cookie tecnici, su questo sito vengono utilizzati anche cookie “di profilazione” (in questo sito è utilizzato esclusivamente Google Analytics), volti a creare profili relativi ai gusti, scelte e propensioni manifestate dall’utente durante la navigazione e successivamente utilizzati per inviargli messaggi pubblicitari in linea con le sue preferenze. In ragione della particolare invasività che tali dispositivi possono avere nella sfera privata degli utenti, è previsto che l’tente sia adeguatamente informato ed esprima il proprio valido consenso (art. 122, comma 1 del Codice privacy: “l’archiviazione delle informazioni nell’apparecchio terminale di un contraente o di un utente o l’accesso ad informazioni già archiviate sono consentire unicamente a condizione che il contraente o l’utente abbia espresso il prioprio consenso dopo essere stato informato con le modalità semplificate di cui all’art. 13, comma 3”). A tal proposito, il Titolare del trattamento evidenzia che è possibile modificare, in qualsiasi momento, le preferenze di installazione dei singoli cookie, così come disabilitarne l’utilizzo sul browser, anche se ciò potrebbe impedire all’Utente di accedere ad alcune parti del Sito.Ogni browser possiede specifiche modalità di gestione dei cookie. Ai seguenti link è possibile reperire le informazioni utili per i browser più diffusi:

    Internet Explorer
    Mozilla Firefox
    Google Chrome
    Safari
    Opera

    Pertanto, fermo restando la libertà scelta, riconosciuta all’utente, in merito ai dati gestiti per il tramite dei cookie, si ricorda che, ai sensi dell’art. 122, comma 2 del Codice privacy, il consenso all’utilizzo di tali cookie è espresso dall’interessato anche mediante il settaggio individuale del browser utilizzato per la navigazione nel Sito.

    4. Siti Web di terzi parti
    Nel corso deIla navigazione sul sito l’Utente potrebbe ricevere sul proprio terminale anche cookie di siti, web server o provider diversi (c.d. cookie di terze parti): ciò accade perché sul sito possono essere presenti elementi come, ad esempio, immagini, mappe, suoni, specifici link a pagine web di altri domini che risiedono sui server diversi da quello sul quale si trova la pagina richiesta. In altre parole, detti cookie sono impostati direttamente da gestori di siti, web server o provider diversi dal gestore del presente sito. In tali casi, il titolare del trattamento dei dati personali precisa di essere estranea alla operatività di tali cookie, il cui invio rientra nella responsabilità di tali società terze. Ciò, come peraltro chiarito dal Garante per la protezione dei dati personali, mediante l’adozione del Provvedimento su tale tematica, emanato l’8 maggio 2014: “L’obbligo di informare l’utente sull’uso dei cookie e di acquisirne eventualmente il preventivo consenso incombe sul gestore del sito che li usa, in qualità di titolare del trattamento. Nel caso in cui un sito consenta la trasmissione anche di cookie di “terze parti”, l’informativa e l’acquisizione del consenso sono di norma a carico del terzo. È necessario che l’utente venga adeguatamente informato, seppur con le modalità semplificate previste dalla legge, nel momento in cui accede al sito che consente la memorizzazione dei cookie terze parti, ovvero quando accede ai contenuti forniti dalle terze parti e, comunque, prima che i cookie vengano scaricati sul suo terminale” (http://www.youronlinechoices.com/it).

    Internet e sessualita’.

    Qual’e’ il confine tra opportunita’ e dipendenza?      

    Nuove letture e modelli di intervento con i pazienti.

     

    Con il patrocinio dell’Associazione Italiana per la Ricerca in Sessuologia

    Corso  rivolto a psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti, educatori che si incontrano con pazienti presi nella rete.

    Venerdi 13 febbraio 2015       sede:  Milano, Viale Monte Nero, 4           orari 9.30-13.00/14.00-17.30

    INFO E ISCRIZIONI  (entro il 31 gennaio 2015) apistuddi@gmail.com

    Costo 122,00 euro (IVA inclusa) per partecipante

     

    PROGRAMMA

    Mattina: docente Annalisa Pistuddi

    Uso del web: quale confine con la dipendenza?

    Sessualità e Internet: ricerca di un’identità e conseguenze relazionali.

    Abitudine o perversione? Differenze di genere. Quale confine e comorbilità con la psicopatologia.

    Diagnosi evolutiva e relazione terapeutica.

    Pomeriggio: docente Silvia Pagani

    Web, il terzo educatore: la rete educativa comprensiva del terzo incomodo

    Sessualità e internet: la gestione del limite

    L’angoscia del corpo e l’angoscia della relazione: recuperare due tappe fondamentali dello sviluppo

    Proposte di intervento attraverso il gioco, la creatività e il rapporto con il corpo.

    DOCENTI

    Annalisa Pistuddi. Psicologa Psicoterapeuta, si occupa di comportamenti di addiction (gioco d’azzardo patologico, internet addiction, sexual addiction, shopping compulsivo e comportamenti legati al rischio) dipendenze da sostanze e alcol, detenuti condannati per reati connessi alle dipendenze patologiche e per reati sessuali e di psicologia forense.Lavora a Milano e presso il Dipartimento Dipendenze della ASL Milano 2.Professore a contratto all’ Università degli Studi di Udine.

     

    Silvia Pagani Pedagogista Curativa e Counselor in sessuologia, si occupa da anni di dipendenza (alcool, sostanze psicotrope, dipendenze comportamentali con particolare attenzione alla sexual addiction) come responsabile accoglienze di una comunità terapeutica e nel trattamento delle difficoltà relazionali e sessuali. Formatrice e consulente per la qualità della vita, lavora da anni con la pedagogia curativa per trattare le disfunzioni relazionali attraverso i piccoli gesti quotidiani.Consulente pedagogico per educatori e famiglie.

     

     

    Una nuova forma di Disfunzione Erettile:

    la Disfunzione Erettile Appresa (o fantasma)

     

    Durante l’XI Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Genitale Maschile, 22 – 24 novembre, presso il Policlinico Umberto I – Sapienza Università di Roma – il dottor Franco Avenia, ha presentato una relazione dal titolo: “Corporeità, sessualità e chirurgia genitale”, nella quale descriverà per la prima volta una forma non nota di disfunzione erettile: la Disfunzione erettile appresa.

    Oltre ai conosciuti tipi di disfunzione erettile (organica, psicogena, funzionale, da prestazione e da insuccesso1) il dott. Avenia ne ha di recente individuato uno ancora non conosciuto e descritto: la disfunzione erettile appresa.

    Nel caso in cui sia presente una malformazione genitale che provochi disfunzione erettile organica o funzionale (ovvero per risposta d’ansia), dopo l’intervento chirurgico che ripristina la corretta anatomia, può accadere che il soggetto seguiti a lamentare disfunzione erettile, pur non avendo più impedimenti organici o motivazioni d’ansia dovuti alla malformazione. Questo tipo non ancora descritto di D.E. è la disfunzione erettile appresa (o fantasma)

    Tale fenomeno si manifesta spesso associato ad agnosia corporea, cioè difficoltà a percepire il mutamento anatomico, in sostanza l’impedimento a percepire la guarigione.

    Ma vediamo un caso tipico: un soggetto operato per incurvamento penieno congenito, dopo l’intervento, pur constatando che il suo pene è divenuto perfettamente dritto, può seguitare a percepirlo ricurvo. Un autoinganno, come quello che si manifesta negli anoressici che seguitano a percepire e vedere il proprio corpo sovrappeso o meglio un fenomeno molto simile a quello dell’arto fantasma, descritto per la prima volta nel 1500, in cui un arto dopo l’amputazione seguita a prudere o a generare dolore, esattamente come prima dell’intervento chirurgico.

    Infatti, come il cervello non dimentica arti amputati anche anni prima, così il pene malformato può non essere dimenticato dopo la correzione chirurgica.

    Molti soggetti con fimosi congenite (strozzatura della pelle che non consente di scoprire il glande) quando l’erezione raggiunge un certo livello, tendono a perderla perché sta iniziando una fase di trazione dolorosa della pelle. Bene, dopo la correzione chirurgica che libera completamente il glande, è possibile che l’erezione seguiti a bloccarsi allo stesso punto, anche senza dolore. Il cervello non ha dimenticato!

    Per renderci ancor più conto di questi fenomeni, pensiamo a casi in cui arti amputati dopo il congelamento seguitano a dolere quando inizia l’inverno.

    Come è noto, un arto paralizzato, dopo essere stato amputato, non solo può seguitare ad esistere nel cervello ma può venire vissuto come paralizzato. In questi casi potremmo parlare di paralisi appresa, come nella disfunzione erettile, che seguita a manifestarsi dopo la correzione chirurgica, potremmo parlare di disfunzione erettile appresa.

    È questa una nuova frontiera da superare, per recuperare completamente i soggetti che si sottopongono a chirurgia genitale, non solo dal punto di vista organico, ma altresì da quello psico-sessuologico.

    Per tali problematiche, così come per l’anoressia o gli arti fantasma, però non serve un’illustrazione oggettiva della realtà fisica, anzi può peggiorare la situazione, è necessario accedere a piani non razionali.

    Oggigiorno, le nuove tecniche di chirurgia genitale hanno raggiunto livelli di altissima efficacia – come dimostrerà il convegno sopra citato – altrettanto è necessario fare a livello sessuologico.

    Il soggetto negante è come se ricordasse solo ciò che è era prima dell’intervento. Pertanto si deve rimuovere il blocco entrando in una dimensione extratemporale che si sperimenta ai bordi del sonno, in uno stato di relax profondo.

    Qui si usano particolari metodiche della Sofro-fenomenologia quali: l’iper-percezione, la visualizzazione e l’ideazione dinamica. (Per chi volesse approfondire tali metodiche: Gestione e conduzione del rilassamento. Il Rilassamento sofro-fenomenologico”, di Franco Avenia. Scione Ed., Roma, in uscita a novembre 2012)

    L’iper-percezione consiste nella stimolazione di una percezione chiarissima della realtà corporea che si sviluppa all’interno di uno stato di profondo rilassamento. Sempre all’interno del rilassamento si attua la visualizzazione del proprio corpo e l’ideazione dinamica in cui si stimolano immagini e percezioni positive, creando un laboratorio virtuale dove il corpo viene visto, percepito e vissuto nel modo auspicato, per rimodellare l’immagine di sé e ripristinare una corretta funzione sessuale.

     

    Dott. Franco Avenia

    Presidente  - Associazione Italiana per la Ricerca in Sessuologia (AIRS)

    Consigliere – Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS)

    Consigliere – Centro Italiano di Sessuologia (CIS)

    Segretario generale – Società Italiana di Chirurgia Genitale Maschile (S.I.C.GE.M.)

    Fondatore della Società Italiana di Sofrologia Fenomenologica (SISF)

    Coordinatore nazionale del Gruppo Italiano di Studio sullo Stress e le Metodiche Antistress (GISSMA)

    Coordinatore didattico ed  esperto al Corso biennale

    Psicologia e psicopatologia dei comportamenti sessuali”;

    didatta esperto al Corso semestrale “Psicopatologia della sessualità”;

    docente al Corso “Psichiatria giuridica”;

    Scuola Medica Ospedaliera di Roma e della Regione Lazio

    Docente presso l’Accademia Italiana di Sessuologia

    Direttore Editoriale della “Rivista di sessuologia”

    Studio: Via Brescia, 25  – 00198 Roma

    Tel. 06.85353746 – Fax 06.8557817

    Mobile 393.17.33.540

    e-mail: avenia@tiscali.it

    http://www.francoavenia.com/

    Facebook Franco Avenia (nuovo profilo)

    Facebook Associazione Italiana per la Ricerca in Sessuologia (nuovo profilo)

    1 La distinzione tra ansia da prestazione e ansia da insuccesso, venne individuata per la prima volta dal dott. Avenia durante la sua relazione al II Congresso Nazionale della Federazione di Sessuologia Scientifica, Firenze, 28 gennaio 2006 e pubblicata sulla Rivista di Sessuologia, n. 4/2006, con il titolo: “Aspettative e vissuti nella disfunzione erettile funzionale”.

     

     

     

     

    Dipendenza dal sintomo nel caso della disfunzione erettile appresa o fantasma. Il punto di vista psicodinamico di Annalisa Pistuddi.

     

    La dipendenza è l’indispensabile clima relazionale in cui sperimentare e costruire la capacità di legame, di contenimento, di scoperta e sperimentazione della fiducia e della sicurezza, della cura di sé e della cura dell’altro, la tappa necessaria per il progressivo sviluppo dell’autonomia e la costruzione della capacità di amare.

    Una dipendenza che non evolve nel tempo, può originare un comportamento sintomatico.

    La dipendenza, in tutte le sue forme, può essere considerata come un tentativo, pur apparentemente ma non inconsciamente disfunzionale, di dare risposta ai propri desideri profondi e ai propri bisogni concreti.

    Alcuni colleghi psicoanalisti hanno sottolineato l’ipotesi della dipendenza come forma sostitutiva di dinamiche autoerotiche e di spostamento di bisogni accuditivi infantili non soddisfatti da parte del genitore.

    Tali comportamenti possono contenere la presenza contemporanea di piacere e sofferenza, desiderio e paura, in un movimento infinito di aggressività, a volte diretta verso sé, altre volte eterodiretta, con un quadro a tratti depressivo, oppure con manifestazioni distruttive sostenute da ideazioni persecutorie.

    Sembra possibile, secondo la rivisitazione degli studi della Mahler, il rapporto tra le esperienze infantili di separazione-individuazione e lo sviluppo di una personalità dipendente, o il rischio di sviluppare una struttura di personalità in cui la fragilità affettiva può costituire il terreno adatto alla manifestazione di una dipendenza affettiva e/o di un altro tipo.

    E’ possibile che esperienze infantili con carenze affettive portino, in età adulta, al bisogno immediato di una figura affettiva di riferimento, di una sostanza o di un comportamento, e alla necessità della sua costante presenza nella sfera psichica e nei comportamenti del paziente stesso. Così si può instaurare un’abitudine, diventare un abuso o una dipendenza.

    Trattandosi qui di considerare un comportamento sessuale e in particolare il sintomo della disfunzione erettile che dal punto di vista organico non avrebbe più ragione di sussistere (la DE appresa o fantasma è un sintomo che persiste dopo un intervento chirurgico risolutivo dal punto di vista della patologia organica), a mio avviso sembra riproporsi, in questi casi, il distacco traumatico da una modialità di comportamento conosciuta e rassicurante dal punto di vista relazionale, vissuta come una storia dal finale seppur negativo ma prevedibile e controllabile.

    Può apparire estremamente doloroso ed angosciante il ripetere l’esperienza dell’antico distacco e dell’abbandono, vissuta un tempo senza possibilità riparatoria, tanto che se oggi il soggetto si separa da un comportamento sintomatico ma pur sempre a sè famigliare, anche se per sperimentare un miglioramento, questo potrebbe risultare così ansiogeno da venire annullato dal mantenimento delle vecchie modalità.

    La separazione dal sintomo sembra mettere in crisi la percezione della propria identità che si era adattata su quelle basi, e viene così minata la possibilità di affrontare la vita in maniera autonoma dal punto di vista del poter esistere da sè senza dipendere da qualcuno o da qualcosa.

    La rassicurazione che un sintomo potrebbe dare può essere rappresentata dalla stabilità affettiva creatasi intorno ad esso e la conseguenza e che si sviluppi una dipendenza rassicurante intorno a quel modello di comportamento.

    Un cambiamento fisico dopo un intervento chirurgico, benchè migliorativo e risolutivo di un sintomo fisico, come succede nella disfunzione erettile appresa o fantasma, potrebbe far si che sopravvenga l’angoscia di separazione dal vecchio modello che sottende una sessualità per certi versi rassicurante per il paziente. Con essa ha instaurato una relazione oggettuale di un certo tipo, seppur sintomatica ma per molti versi ma famigliare.

    L’investimento del paziente in una relazione sessuale parziale gli potrebbe aver dato per molto tempo il senso di non essere lasciato solo ma di poter condurre il gioco con l’altro anche attraverso il sintomo, in modo disfunzionale ma conosciuto; la disfunzione erettile appresa o fantasma sembra essere una difesa dall’abbandono di un modello relazionale che potrebbe evocare sentimenti di ansia e paura nel paziente.

    Potrebbe intervenire, riguardo alla dipendenza dal comportamento sintomatico, anche un vissuto, del paziente stesso o del partner, di una rassicurazione verso un possibile tradimento.

    Dal punto di vista del senso di sicurezza, secondo la teoria di Sandler, il paziente potrebbe avere un conflitto interno tra il desiderio di instaurare una relazione stabile, ma la paura che questa nuova relazione sessuale con la partner possa essere deludente come, per esempio, la relazione primitiva con i genitori. Pertanto il miglioramento della sessualità, previsto dall’intervento chirurgico, potrebbe indurlo a ritornare alla situazione problematica proprio per mantenere un equilibrio relazionale, seppur instabile, ma che rappresenta il suo modello di funzionamento interno.

    Sembrerebbe così un soggetto destinato a relazioni sessauli parziali e a non poterne sperimentare di totalmente appaganti, trovandosi così comunque sempre a vivere il pericolo di un inevitabile rischio della separazione, o dal sintomo o dalla partner.

    Quando l’angoscia relativa a una qualsiasi situazione si aggiunge all’angoscia interiore il paziente viene inconsciamente spinto verso un atteggiamento sintomatico che si estrinseca, in questi casi, nella disfunzione erettile appresa o fantasma.

    Il counseling sessuologico mirato a questo tipo di problema e la terapia psicoanalitica della coppia, possono intervenire fornendo l’apporto di una relazione oggettuale particolare in quanto è proprio nella sfera delle relazioni oggettuali che il paziente ha sofferto i primi traumi e ha imparato ad essere diffidente verso l’altro e verso il cambiamento.

    Il lavoro psicologico, centrato sui vissuti della sessualità, sulla relazione di coppia, sui vissuti di sé e dell’altro, sui rispettivi ruoli giocati, fantasticati e idealizzati porta i pazienti ad esprimere e considerare le reciproche difficoltà, frustrazioni e idealizzazioni.

    Annalisa Pistuddi

    Psicologa Psicoterapeuta Psicoanalista

    Viale Monte Nero, 4 Milano. pistuddia@tiscali.it

    Professore a Contratto Università degli Studi di Udine

    Vice Presidente AIRS, Associazione Italiana per la Ricerca in Sessuologia

    Vice Coordinatore Nazionale GISSMA, Gruppo Italiano per lo Studio dello Stress e delle Metodiche Antistress

    Dipartimento Dipendenze ASL Milano 2 Servizio Territoriale di Alcologia e Comportamenti di Addiction, Pieve Emanuele (MI)

     

     

    echo '';